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Guida introduttiva

Quanto si guadagna con il crowdlending? I rendimenti reali

Quanto si guadagna con il crowdlending? I rendimenti reali
In breve
  • Quanto rende davvero il crowdlending nel 2026: rendimenti tipici per tipo di piattaforma, differenza tra lordo e netto e come stimare il guadagno reale.

In breve. Nel crowdlending europeo i rendimenti lordi tipici vanno dal 6% al 15% annuo, a seconda del tipo di prestito e del rischio. Le piattaforme immobiliari italiane come Recrowd e Trusters dichiarano in media il 9%-10%; quelle europee di prestito alle PMI arrivano più in alto, e Maclear riporta una media storica vicina al 14,9% con un tasso di default dello 0,15%. Ma il numero che conta non è il rendimento “lordo” promesso: è il rendimento “reale netto”, cioè quello che resta dopo tasse, ritardi e insolvenze. In questa guida spieghiamo quanto si guadagna davvero, con cifre verificate, e come fare il calcolo onesto.

Quando si parla di crowdlending (il prestito tra privati e imprese tramite una piattaforma online), la prima domanda di chi inizia è sempre la stessa: quanto si guadagna? La risposta breve è “dipende”, ma dietro questo “dipende” ci sono numeri concreti e una distinzione fondamentale che molte piattaforme tendono a non mettere in primo piano: la differenza tra il rendimento dichiarato e quello che finisce davvero in tasca.

In questa guida raccogliamo le cifre reali per tipo di piattaforma nel 2026, spieghiamo perché il rendimento “lordo” è quasi sempre più alto di quello “netto”, e diamo un metodo semplice per stimare il guadagno effettivo prima di investire.


I rendimenti tipici per tipo di piattaforma

Non esiste un unico “rendimento del crowdlending”. Cambia molto a seconda di cosa finanzi. Ecco le tre grandi famiglie e le cifre medie osservate sul mercato.

Crowdlending immobiliare italiano: circa 9%-10% lordo

È la categoria più diffusa in Italia. Finanzi un singolo immobile o un progetto di sviluppo e vieni rimborsato quando l’immobile viene venduto o rifinanziato. I rendimenti dichiarati dalle principali piattaforme italiane si concentrano in questa fascia: P2P-Expert-Recrowd riporta un rendimento medio intorno al 10% su oltre 140 milioni di euro intermediati, mentre P2P-Expert-Trusters dichiara un rendimento mediano vicino al 9%. Le durate sono in genere brevi, spesso da 12 a 18 mesi.

Prestito alle PMI europee: dall’8% al 15% lordo

Qui finanzi piccole e medie imprese, di solito con una garanzia (collaterale, cioè un bene che copre il prestito in caso di mancato rimborso). La fascia di rendimento è più ampia e mediamente più alta di quella immobiliare, perché il rischio d’impresa è maggiore. È in questa categoria che si trovano i rendimenti più elevati del segmento europeo.

Prestito al consumo (verso privati): dal 9% al 13% lordo

Sono i marketplace dove si comprano quote di prestiti erogati a persone fisiche tramite intermediari. I tassi nominali sono alti, ma spesso c’è un forte rischio di concentrazione: gran parte dei prestiti proviene da pochi intermediari collegati alla piattaforma stessa. Il rendimento dichiarato va quindi sempre letto insieme a quanto è diversificata la fonte dei prestiti.


Lordo contro netto: il numero che conta davvero

Quasi tutte le piattaforme comunicano il rendimento “lordo annuo”: è il tasso di interesse nominale dei prestiti, prima di qualsiasi sottrazione. Il guadagno reale, però, è quasi sempre più basso, per tre motivi.

Le tasse. In Italia i proventi da crowdlending sono soggetti a imposta. Quando la piattaforma è italiana e agisce da sostituto d’imposta, applica in genere una ritenuta del 26%. Quando la piattaforma è estera, l’imposta si paga in dichiarazione e l’aliquota dipende dallo strumento. In entrambi i casi, un rendimento lordo del 10% può ridursi a un netto vicino al 7%-7,5%. Ne parliamo nel dettaglio nella guida sulla tassazione-crowdlending-italia.

I ritardi e le insolvenze. Una parte dei prestiti viene rimborsata in ritardo, e una piccola parte non viene rimborsata affatto (il cosiddetto default). Anche con garanzie, il recupero richiede mesi e non sempre copre l’intera somma. Una piattaforma può dichiarare il 12% di interesse nominale, ma se il 2% del portafoglio va in default ogni anno, il rendimento reale scende sensibilmente.

La liquidità ferma. Tra un prestito rimborsato e il successivo investimento può passare del tempo in cui il denaro resta fermo senza rendere. Questo “tempo morto” abbassa il rendimento medio effettivo rispetto a quello teorico calcolato come se i soldi fossero sempre investiti al 100%.

La regola pratica: per stimare il guadagno reale, parti dal rendimento lordo dichiarato, togli le imposte e poi togli ancora un margine prudenziale di 1-3 punti per ritardi e insolvenze. È così che un 14,9% “da brochure” diventa un risultato netto più realistico.


Un esempio concreto: 1.000 euro a confronto

Immagina di investire 1.000 euro per un anno su un prestito che dichiara il 10% lordo, con la piattaforma italiana che fa da sostituto d’imposta.

  • Interessi lordi maturati: 100 euro.
  • Imposta del 26% sugli interessi: meno 26 euro.
  • Interessi netti: 74 euro.
  • Se l’1% del capitale slitta in ritardo o recupero: il guadagno effettivo dell’anno scende ancora di qualche euro.

Risultato: un prestito “al 10%” produce in pratica un rendimento netto vicino al 7%-7,4% nello scenario buono. Non è poco rispetto a un conto deposito, ma è ben diverso dal 10% pubblicizzato. Lo stesso calcolo, applicato a una piattaforma estera ad alto rendimento, parte da una base più alta e lascia un netto maggiore, a fronte però di un rischio e di obblighi dichiarativi differenti.


La nostra scelta della redazione per il rendimento: Maclear

Se l’obiettivo è il rendimento più alto del segmento a parità di trasparenza, la piattaforma che teniamo in cima alla classifica è Maclear, operatore svizzero di prestito alle PMI.

I numeri dichiarati e verificati nelle nostre fonti: una media storica dei rendimenti vicina al 14,9% (con risultati realizzati nella fascia 14,5%-14,9%), un tasso di default molto basso, pari allo 0,15%, circa 99,6 milioni di euro intermediati e circa 35.000 investitori. Maclear riconosce inoltre un bonus di benvenuto di 30 euro sul primo deposito idoneo.

Due precisazioni di onestà, perché un osservatorio indipendente non nasconde i rovesci della medaglia. Primo: Maclear opera sotto una SRO svizzera (PolyReg), cioè un organismo di autoregolamentazione riconosciuto ai fini antiriciclaggio (articolo 24 della legge svizzera AMLA). Non è la stessa cosa dell’autorizzazione ECSP europea né di uno schema di tutela degli investitori: la garanzia sul capitale non esiste, esattamente come sulle altre piattaforme. Secondo: nel 2025 un debitore (il caso Vibroedil) è andato in default; Maclear ha coperto la posizione degli investitori con i fondi personali del management, un segnale di responsabilità, ma anche la prova che il rischio di insolvenza è reale e si materializza.

Per questo Maclear resta la nostra prima scelta per chi cerca rendimento elevato con un track record solido, ma sempre dentro una logica di diversificazione e mai come unica piattaforma.

👉 Scelta della redazione: Visita Maclear e scopri il bonus da 30 euro oppure leggi prima la nostra scheda completa di Maclear.

Per chi ha più esperienza e accetta un profilo di rischio molto più alto in cambio di rendimenti potenzialmente superiori, esiste anche P2P-Expert-8lends, partner Web3 collegato al gruppo Maclear: lo trattiamo solo come opzione di nicchia, non in classifica, proprio per il suo livello di rischio.


Quanto serve investire per guadagnare qualcosa di sensato

Il rendimento percentuale è uguale per tutti, ma in valore assoluto il guadagno dipende ovviamente da quanto investi. Con 100 euro su un singolo prestito al 10% lordo si guadagnano pochi euro netti all’anno: utile per imparare, irrilevante come reddito.

Per ottenere un guadagno percepibile e, soprattutto, per diversificare in modo serio, molti investitori partono da almeno 1.000-2.000 euro distribuiti su decine di prestiti diversi. La diversificazione non aumenta il rendimento medio, ma riduce l’impatto di un singolo default: se un prestito su cinquanta salta, perdi una frazione minima del capitale invece di una grossa fetta. È il modo più efficace per avvicinare il rendimento reale a quello dichiarato.


Domande frequenti

Quanto rende in media il crowdlending in Italia? Le piattaforme immobiliari italiane dichiarano in media un rendimento lordo del 9%-10% annuo. Al netto delle imposte (ritenuta del 26% quando la piattaforma è sostituto d’imposta) e di eventuali ritardi, il rendimento reale tende a collocarsi intorno al 7%.

Qual è la piattaforma con il rendimento più alto? Tra quelle che seguiamo, Maclear riporta la media storica più elevata, vicina al 14,9%, con un default dello 0,15%. È un operatore svizzero di prestito alle PMI: rendimento alto ma senza autorizzazione ECSP né schema di tutela del capitale, quindi va usato dentro una strategia diversificata.

Il rendimento dichiarato è quello che incasso davvero? No. Il rendimento dichiarato è quasi sempre quello lordo. Il guadagno reale è più basso a causa di tasse, ritardi di pagamento, insolvenze e dei periodi in cui il denaro resta fermo tra un prestito e l’altro.

Si può vivere di rendite con il crowdlending? Per ottenere un reddito significativo servono capitali importanti e una forte diversificazione, perché il capitale non è garantito. Il crowdlending può essere una componente di un portafoglio, ma è imprudente considerarlo una fonte di reddito sicura e unica.

Conviene rispetto a un conto deposito o ai BTP? Offre rendimenti potenziali più alti, ma con un rischio nettamente maggiore: nel conto deposito il capitale è tutelato fino a 100.000 euro, nel crowdlending no. È un confronto tra strumenti diversi, non tra alternative equivalenti.


Nota sul rischio. Investire nel crowdlending comporta il rischio di perdita totale o parziale del capitale. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri e i rendimenti dichiarati sono lordi. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria. Valuta sempre la tua situazione e, se necessario, rivolgiti a un professionista.

Fonti

  1. Recrowd - dati di piattaforma su volumi e rendimento medio: https://www.recrowd.com/
  2. Trusters - rendimento mediano e progetti finanziati: https://www.trusters.it/
  3. Osservatorio Crowdinvesting, Politecnico di Milano - dati di mercato sul lending crowdfunding italiano
  4. Maclear - statistiche di piattaforma (rendimenti, default, AUM, investitori): https://www.maclear.ch/
  5. ESMA - registro pubblico dei fornitori di servizi di crowdfunding autorizzati

Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2026 A cura di: Redazione P2P Expert


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